Viva viva il Circuito cinema.



Adesso chiudete gli occhi e fate finta di vivere in un mondo dove il "mercato della cultura" sia tutto diverso dal nostro. Le librerie, per esempio, sono degli stanzoni tutti più o meno uguali, (cambia il colore degli arredi). C'è un gran bancone e due o tre vetrinette espositive. Aprono solo di pomeriggio e vendono un libro al giorno, uno solo. In pochi casi eccezionali la vendita si allunga un po'. Il prezzo è fisso, a prescindere dall'editore, dal traduttore ecc. E' vero che le più frequentate sono le gigantesche iperlibrerie. Queste hanno banconi enormi, portoni in vetro e acciaio, enormi manifesti con le trame e i ritratti degli scrittori. Di libri ne vendono tre, quattro, sei alla volta, anche per settimane, ma solo titoli freschi, di giornata: l'ultimo della Tamaro, un sequel di Bevilacqua, quello fantasy di Crichton, un thriller di Conelly ecc. Già se cerchi un titolo di tre anni bisogna che ti arrangi. Niente biblioteche. Ti compri il file e te lo leggi tutto sul palmare, in poltrona, a casa, con la luce accesa e la famiglia intorno.



E allora poi cosa fai? quell'unico giorno che una libreria mette in vendita i Fratelli Karamazov non vai a comprarli perché sono troppo lunghi? poniamo che Rumore bianco, anzi White noise, o Underworld di De Lillo lo vendano solo in inglese, perché tradotto non lo ristampano più. Te ne freghi perché è in lingua originale? E con Douglas Coupland come la mettiamo? Le iper non lo programmano ed esce di straforo solo per due ore. Bisogna organizzarsi, altrimenti, la sera che esce il Faust o la Commedia (oh, ma sono pesanti!!) ci troviamo in 3 o 4 a fare la figura dei librofili, visto che ormai, il venerdì sera, impera il tamaro-style (montaggio rapido, fluente, immagini chiare, bella fotografia, emozioni, simboli).



E se i CD li facessero ascoltare una sera alla settimana solo una volta ogni tanto?



Ecco, tramontato il gusto anni Settanta per le controculture, questo mi sembra un buon motivo per frequentare i cosiddetti cineclub: per spendere un po' meglio i nostri soldi nel grande mercato dell'intrattenimento (che se ci pensate bene è il motivo opposto a quello che segnò la nascita di queste sale, che volevano opporsi ai film diciamo di massa, fatti per essere venduti, e non entrare in concorrenza con loro). Personalmete confesso di essermi un po' rotto le balle di incarnare (a gratis) il tam tam pubblicitario della modenese Sala Truffaut, ma in questo caso mi sento di prodigarmi in altri inviti pubblici perché dopo trimestri di stanca ritrovo un programma molto degno, addirittura strepitoso, in certi casi. Per questo, anche se io amo andare al cinema da solo, vi trascrivo qualche data con film che poi non so quando sarà più possibile rileggere..., scusate "rivedere". E sottolineo con orgoglio inascoltato che sono anni, dal 1997, quando ne scrissi su una poco diffusa rivista locale, (Energie nuove), che vado descrivendo nello stile della sala Truffaut il miraggio di un'utopia cinematografica: il cineclub di massa. In provincia siamo troppo avanti. Pensate a quante volte nelle ultime stagioni i multisala sono diventati cinema d'essai: Blade runners director's cut, Star wars restaurato, Apocalipse now director's cut, fra poco Il grande dittatore ecc. Credete veramente che lo Splendor, il Metropol, il Capitol valgano il loro prezzo solo perché danno film doppiati, a colori, in dolby e c'è il baretto?



Sabato 11 gennaio, La passione di Giovanna D'Arco, di Carl Theodor Dreyer, durata 85'



Venerdì 17 gennaio, Il dottor Mabuse, di Fritz Lang, durata 217' (versione originale).



Martedì 21 gennaio, L'estate di Davide, di Carlo Mazzacurati, durata 92'.



Venerdì 24 gennaio, I Nibelunghi (anzi, Die Nibelungen), di Fritz Lang, durata 237' (versione originale).



Martedì 4 febbraio, Faust, di Friedrich Wilhelm Murnau, durata 85'.



Martedì 11 febbraio, Francesco giullare di Dio, di Roberto Rossellini, durata 75'.



Giovedì 13 febbraio, Nazarin, di Luis Bunuel, 94'.



Venerdì 14 febbraio, M. il mostro di Dusseldorf, di Fritz Lang, 117'.



Sabato 15 febbraio, Il settimo sigillo, di Ingmar Bergman, 95'.



Giovedì 20 febbraio, Diario di un curato di campagna, di Robert Bresson, 117'.



Martedì 25 febbraio, Leon Morin prete, di Jena-Pierre Melville, 114'.



Venerdì 28 febbraio, Je vou salue Marie, di Jean-Luc Godard, 65'.





Ce ne sono pure molti altri. Per esempio il vero Metropolis il 31 gennaio.

Alla Truffaut si entra con 4.10 euro (3.10 chi è socio Arci) più una tessera annuale da 2,60 euro. I film iniziano alle 21.15 tranne il sabato che fanno il doppio spettacolo normale. Qualli molto lunghi iniziano alle 20.30.



(Io non ho alcuna percentuale sull'incasso).

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