EXCLUSIVE PREMIÈRE: stream Baseball Gregg debut cassette!

Baseball Gregg


Oggi è il Cassette Store Day, la festa mondiale delle care vecchie cassettine, e qui su polaroid lo festeggiamo ascoltando in anteprima il debutto dei Baseball Gregg, pubblicato proprio in cassetta da Harlot (USA) e dalla Barberia Records di Modena! Un lavoro di bedroom pop sofisticato e multiforme che secondo Impose Magazine "inspires rounds of spontaneous celebrations and instant entertainment", osservazione che mi trova del tutto d'accordo.

Ascoltate l'EP Baseball Gregg in esclusiva qui sotto, compratelo sui siti delle due label, e intanto leggetevi la lunga chiacchierata che ho fatto con Luca e Sam:







Nelle interviste su Impose e sul blog dei False Priest avete parlato a lungo di come vi siete suddivisi i compiti di scrittura delle canzoni. Io vorrei che invece raccontaste quello che avete fatto assieme, come siete intervenuti nei reciproci pezzi, nelle scelte dei suoni, insomma come avete lavorato e preso decisioni a quattro mani.


Luca: Come hai giustamente puntualizzato, i pezzi sono stati scritti individualmente, in tempi e luoghi diversi. Una volta che abbiamo iniziato a registrare abbiamo deciso quattro o cinque 'suoni' che dovevano essere presenti in ogni pezzo, e poi abbiamo arrangiato le varie canzoni. Il suono più caratteristico e che è un po' il minimo comune denominatore tra i vari brani è "calypso", uno stranissimo mix di effetti che escono in un rotary speaker invece che in un amplificatore, con il quale abbiamo registrato tutte le chitarre soliste. Volevamo dare una forma ed un'estetica comune a dei pezzi che erano per natura diversi, e per ognuno di essi abbiamo utilizzato circa lo stesso modus operandi, agendo sia a livello di arrangiamento che a livello di suoni. È il disco più attinente alla definizione di "bedroom pop" che possiate immaginare, perchè le canzoni le abbiamo scritte nella camera di Sam, registrate nella camera della mia fidanzata e tutto il processo si è svolto in un ambiente per così dire casalingo. L'assenza dell'urgenza di dover mai portare le canzoni dal vivo ha influenzato molto la struttura del lavoro: non siamo mai entrati in sala prove né in uno studio, le canzoni hanno tantissimi strati e sono un po' iper-prodotte talvolta. Non so dirti se tutto questo sia considerabile un aspetto negativo o positivo della cosa; tuttavia mi piace pensare che siamo riusciti a infondere per osmosi ai pezzi un po' del calore casalingo e delle atmosfere polleggiate che ci circondavano mentre suonavamo.



Sam: In generale, abbiamo scritto insieme gli arrangiamenti per le canzoni. Avevamo entrambi in mente delle strutture e dei pezzi di canzoni già composti, e quando ci si incontrava si decideva il resto insieme. In un certo senso, i pezzi sono stati "riscritti" durante il processo di registrazione. Quando ho iniziato da adolescente a provare a scrivere canzoni per la prima volta di solito attaccavo il registratore e iniziavo a suonare, per cui scrivere canzoni in questo modo è stato molto naturale per me. Tanto più questa volta che Luca era con me per discutere dei pezzi e fare un po' di brainstorming. Abbiamo cercato di essere realmente onesti l'un l'altro durante la registrazione - se non ci piaceva qualcosa o non ci convinceva non avevamo remore a dirlo. Credo che ciò abbia aiutato molto il prendere tutte le decisioni.



Dato che state uno a Bologna e uno in California e avete registrato tutto poco prima che Sam partisse, avete dato per scontato sin dall'inizio che i Baseball Gregg non si sarebbero mai esibti live in formazione completa? Pensi sia uno strano modo di concepire una band, sapendo già che sarà sempre qualcosa di leggermente diverso, forse impreciso o comunque mai aderente fino in fondo al disco? Per esempio, oggi ci sono i Baseball Gregg che si esibiscono a Modena ma anche quelli che suonano a Stockton, e sono entrambi "veri"! Oppure tutto questo lo si potrebbe vedere come un approccio molto attuale e disincantato alla frammentata scena musicale, una "temporary band" come un "pop-up store" che nasce, dice quel che deve dire e poi chiude?



Luca: Questa band è peculiare perché non è nata per essere tale. Mi spiego: nelle nostre intenzioni iniziali non vi era assolutamente l'idea di creare un complesso, né tantomeno di fare un album o un ep che dir si voglia. L'unico scopo - almeno dal mio punto di vista - per il quale abbiamo iniziato a lavorare su delle canzoni insieme è stato il desiderio di qualcosa che ci legasse una volta che Sam fosse ritornato a casa, una sorta di ricordo dei mesi trascorsi assieme e di un'amicizia molto bella. Ci sarebbe molto piaciuto fare un piccolo concertino acustico da qualche parte a Bologna prima che Sam partisse, ma abbiamo chiuso il master due sere prima del suo aereo e non abbiamo fatto in tempo a organizzare nulla, purtroppo.

Dal mio punto di vista, gli amici con cui porterò dal vivo un paio di volte le canzoni dei Baseball mi hanno fatto appassionare nuovamente alle canzoni: dopo aver ascoltato per due settimane di fila Mathdance montando il videoclip, e in generale aver abusato con gli ascolti dei pezzi nei mesi successivi alla fine del lavoro, mi trovavo in un momento in cui ero quasi nauseato dalle canzoni. La sfida di riuscire ad arrangiare tutto quanto per un complesso di tre elementi ed in generale il clima euforico da sala prove ha riacceso l'amore per i pezzi. Quelli di Sam sono molto belli da suonare dal vivo, è un buon compositore garage-rock.

Per quanto riguarda il parallelismo dei due progetti live: è un'ottima osservazione, e penso sia molto divertente pensare che dall'altra parte dell'oceano ci siano dei nostri cloni che stanno suonando gli stessi pezzi, con il loro stesso nome!



Sam: Ricordo anch'io che parlammo di provare a suonare insieme alla fine della mia permanenza in Italia, ma alla fine non ce l'abbiamo fatta. Penso che una delle cose più belle della musica live è che è diversa dalle registrazioni in un sacco di aspetti. Quando registri, una band ha un sacco di tempo per prendersi cura di tutti i minimi aspetti, e può provare a far sì che tutto suoni perfettamente - e questa è una fase del lavoro che mi piace molto. Apprezzo sentire che qualcuno ha fatto del suo meglio per far sì che una registrazione suoni bene. Ma è comunque diverso da una performance dal vivo. Live, la musica è sempre meno precisa, meno pianificata e calcolata; ciò in un certo senso rende la musica dal vivo più onesta che la musica registrata. Per quanto riguarda l'essere una temporary band, non so davvero se la versione Stocktoniana dei Baseball Gregg suonerà più di un concerto, almeno nel prossimo futuro.



A questo punto allora devo farvi anche la classica domanda sui prossimi progetti: continuerete a portare avanti i Baseball Gregg in qualche modo? Magari in stile Postal Service, senza incontrarvi mai, e spedendovi le parti di canzoni, oppure secondo voi questa band già ha raggiunto l'obiettivo con questa cassetta.



Sam: Non si sa mai. Qualora dovessimo continuare, però, non mi piacerebbe farlo come i Postal Service. Ma se dovessimo mai vivere di nuovo l'uno vicino all'altro in futuro, sicuramente vorrò suonare di nuovo con lui.



Luca: L'idea di considerare questa esperienza come conclusa mi rattristerebbe un po', perché a livello creativo credo abbiamo instaurato una sintonia molto rara, e mi dispiacerebbe ciò finisse. Io, invece, non fatico ad immaginarmi - anche in un tempo molto dilatato (magari nell'arco di un paio di anni), una specie di flusso di songwriting a distanza che si protragga per un po' finche non decidiamo di trovarci insieme e registrare qualcosa. Sarebbe una bella idea.





In the interviews with Impose and with False Priest, you have already discussed how you divided the task of writing the songs, with each of you writing a few. Instead, i would like to know more about the things did together: how you intervened in each other's songs, how you chose tones for the instruments, how you worked together and made the decisions.




Luca: As you noted, the songs were written individually, on our own time. When we started recording the first song, we chose 4 or 5 sounds that we would then use in every song, and then we arranged the songs around these sounds. The most characteristic sound, the lowest common denominator between the songs, is a guitar tone we named "calypso," a weird mix of effects that is played through a rotary speaker instead of an amp. We used this to record all the lead guitar. We wanted to give a common form and aesthetic to the songs that were all originally pretty different from each other, and so for each one we used the same modus operandi when it came to arrangement and tones. It's the closest thing to "bedroom pop" that I can imagine, since the songs were written in our bedrooms, recorded in my girlfriends room e the whole process was very domestic. The perceived absence of the need to play live influenced the work a lot: we never practiced the songs or stepped foot in a studio. The songs have a lot of layers and are a little hyper-produced. I don't know if this is a positive or negative aspect, but I like to think we succeeded, through some sort of osmosis, in putting a little bit of our relaxed and at home atmosphere into the songs.



Sam: In general, we made all the arrangements for the songs together. We had a bunch of structures and outlines of songs written, and when we would meet up to record we would decide on the rest together. So in a way the songs were re-written by the recording process. When I first started trying to write songs as a teenager, I would just start out by recording and see where it took me, so writing songs this way felt really comfortable to me. Even more so that Luca was there with me to bounce idea's around. I think we tried to be really honest with each other while recording, about if we didn't like something, which helped a lot in making all the decisions.



Given that one of you lives in Bologna and the other in California, and that you recorded everything shortly before Sam left, did you know from the beginning that Baseball Gregg would never play live in it's original form? It seems like a strange way to conceive a band, already knowing that there will be something a little different from the record, maybe imprecise or never earnest. For example, today there is the live version of Baseball Gregg that is debuting in Modena and the live version debuting in Stockton, and they are both "real!' Or could it be seen from a more real approach as a "temporary band," like a pop-up store that is born, says what it needs to say, and then closes?



Luca: This band is peculiar because it wasn't started to be a band. Let me explain: in our first intentions, we never intended to be a real band, nor to make an EP or anything. The only goal, at least from my point of view, for which we started to work on the songs was something to keep us connected after Sam returned home, a kinda of souvenir of the months we spent together and a beautiful friendship. We would have liked put on a small acoustic concert together somewhere in Bologna before Sam left, but we finished the masters of the songs 2 nights before his plane home, and we didn't have time to do so, unfortunately. From my point of view, my friends with whom I'm playing the songs live renewed my appreciation of the songs: after having listened to Mathdance for 2 weeks straight editing the video and more generally having listened to all the songs while recording them, I had found that I was, for the moment, almost nauseated by the songs. However, the challenge of rearranging the songs to be played by three people, and the euphoria of practicing, reignited my love for the songs. Those that Sam wrote are great to play live: he's a good composer of garage-rock. And for the parallelism between the two live projects: it's a good observation, and i think that it's fun to imagine that on the other side of the ocean there are our clones that a playing the same songs with the same name!



Sam: I remember talking about trying to play live together right at the end of my stay in Italy, but it never really worked out. I do think that one of the best parts about live music is that it is different from recordings in a lot of ways. When recording, a band has a lot of time to make decisions on small things, and can try to make things sounds perfect, which I personally really enjoy. I love being able to hear that someone put a lot of thought and effort into a recording. But it's always different that a live performance. Live, music is always less precise, less planned out and calculated, which in a way makes live music always more "earnest" than recorded music. As far as being a "temporary band" I don't really know if the Stockton version of Baseball Gregg will be playing more than one show, at least not in the near future.



Finally, I want to ask if you will continue Baseball Gregg, maybe in the same way that the Postal Service existed, without meeting, or in your opinion you have finished your project with this cassette.



Sam: You never know. If we do continue, I wouldn't want to do it like the postal service. But if me and Luca ever live close to each other again in the future, I'd definitely still want to play music with him.



Luca: Thinking of this experience as a conclusion would make me a little sad, because I think at the creative level we established a rare harmony, and I would be sorry to say its finished. It's not hard to imagine, also after a while (maybe a few years) a kind of long distance songwriting that would go on until we decide to get together and record something. It'd be nice.

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