Islands



a palermo, fatto il tour delle librerie nice price del "cassaro" tutti giù per via spinuzza a bere all'xxxx, nella piazzetta alberata in pieno centro, fra i palazzi liberty, sulla scena grandiosa di una capitale del modernismo. il teatro massimo non si vede, ma si passa proprio davanti al cinema teatro utveggio, una delle kursale dei primi del secolo. la palermo di quest'anno avrebbe fatto felice kracauer e certo non sarebbe dispiaciuta a benjamin. la musica dell'xxxx non sarebbe gradita alla cultura pop che pervade polaroid: acustico, un po' di sudamericano vero, e una leggera tendenza progressive, ma si beve bene e tanto: caipirina, mojito, tequila e arancia. e dopo bisogna assolutamente fermarsi a cena dalla famiglia che, qui di fronte, fra i locali, ha messo fuori 4 tavoli davanti casa e serve le cozze scoppiate col pepe e gli spaghetti ai ricci per qualche euro. fantasticare di trasferirsi a palermo è pensare di mutare la vita di un provinciale nella cultura multiforme di una capitale dell'anima e del tempo occidentale.



molti di voi, forse pochi in realtà, avranno letto la nuova atlantide di bacone (ma leggetelo se vi sentite giù, scoprirete che c'è sempre un posto e qualcuno che vi accoglierà con tutti i vostri bisogni e interessi). la vacanza di quest'anno si sta trasformando in un itinerario straordinariamente continuo fra le isole, con le loro società particolari e staccate: la fantasmatica capraia, i ricchi di cavallo, la minuscola sardegna fra olbia e cagliari, palermo, alicudi. sono cinque settimane fuori dal continente. e non è fantasia, e tantomeno assenza.



jonathan & alessia

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