Cresciuta nei sobborghi della Berlino bombardata alla fine della guerra, mentre il padre moriva in un campo di concentramento, ha potuto studiare solo fino a tredici anni, quando ha cominciato a lavorare prima come commessa, poi come indossatrice in una sartoria.

All’età di 15 anni viene mandata a Ibiza dove incontra un fotografo che le cambierà il nome e la vita, facendole ottenere una piccola parte in un film girato tra Parigi e Capri.



Ad una festa in casa di amici a Roma, Fellini la nota e le chiede se vuole partecipare al suo ultimo progetto: La Dolce Vita.

Nel frattempo prosegue la carriera di modella trasferendosi nella capitale francese, ma nel 1960 soggiorna a New York per studiare recitazione con Lee Strassberg (nella stessa classe c’è Marilyn Monroe).



Incide la canzone "Strip Tease" con Serge Gainsbourg, anche se poi sarà pubblicata la versione con la voce di Juliette Greco.

Incontra Brian Jones, che le fa conoscere il manager dei Rolling Stones e ciò le permetterà di incidere il primo singolo a suo nome: "I’m not sayn", prodotto da Jimmy Page.



Ritorna a New York (dato anche lo scarso successo discografico) e ha un figlio da Alain Delon, il piccolo Ari, con il quale torna a Parigi, dove conoscerà Bob Dylan che le regala la canzone "I’ll keep it with mine", successivamente inclusa nel suo album d’esordio solista.

E tutto questo prima del 1966, anno in cui Dylan le presentò Andy Warhol.



Nico confessò all’artista di voler smettere di lavorare come modella per dedicarsi alla musica, e questi semplicemente le presentò un gruppo che proprio allora si stava formando sotto la sua protezione: i Velvet Underground.

Nacquero così canzoni come "Femme fatale", "All tomorrow’s parties" e "Venus in furs".



Lou Reed e John Cale, dopo un anno di tour, non gradirono ulteriormente la sua presenza (si dice che fossero molto gelosi del suo fascino magnetico sul palco) ma, pur estromettendola di fatto dai VU collaborarono attivamente al suo primo LP, "Chelsea girl", il quel vede anche la partecipazione di un sedicenne Jackson Browne, con il quel Nico viveva in quel periodo.



Chelsea Girl (un bellissimo disco, che trovate pure in nice price) segnò la nascita del personaggio di Nico: oscuro e malinconico ma al tempo stesso apparentemente freddo e narcotico.

Poi sarebbero venuti anni più cupi e lunghi, poi il momento per rifiorire e poi, inattesa e amara, una fine forse misteriosa, forse solo comune. Oggi resta la sua voce, l’ho scoperta per caso e la trovo perfetta per questo autunno.

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