Blogger killed the video star


Guardare la televisione (almeno quella non a pagamento) mi sembra sia diventata sempre più un'attività da antropologo dandy, qualcosa che appartiene definitivamente a un'altra epoca. Eppure, ogni volta che passo un fine settimana a casa dei miei genitori non posso fare a meno di sprofondare in divano (dove abito ora non c'è un divano) e dedicare le uniche energie del dopo pranzo a pigiare tasti sul telecomando (ci fosse almeno un mouse).



MtvDato che l'unica cosa decente nei programmi del pomeriggio era "Attenti a quei due" (di un'altra classe), mi sono messo a guardare un po' cos'è adesso Mtv.

Sapete, c'è stato un tempo in cui io vivevo per i video musicali, e se al liceo avessi avuto un blog non avrei parlato d'altro.

Oggi non resisto più di tre minuti, nonostante la profusione di tipe in bikini e tacchi a spillo.



Mi sono chiesto, ormai mezzo addormentato, a cosa è servito tutto questo guardare video negli anni... (Tac! Il nuovo di Elisa!) Ah, ecco: a distinguere un clip italiano da ogni altro ancora prima che cominci la musica, eh eh. Certe cose non le dimentichi più, è come andare in bicicletta.

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