This time around

The Radio Dept.
Mi ha abbastanza impressionato il coro di lodi nelle recensioni per Clinging to a Scheme, il terzo album dei Radio Dept. Dopo Drowned In Sound, BBC, AllMusic Guide, NME, Chromewaves e PopMatters, da ultimo si è aggiunto ieri Pitchfork, che ha assegnato addirittura un 8.3 al trio svedese, appiccicando anche il bollino di "best new music".
Nel mio piccolo, l'unica cosa che sono riuscito a pensare è che amo il modo in cui ogni canzone dei Radio Dept. sembra sapere che li amo. Ma come ogni amore vero, non è meraviglioso né perfetto, né risponde ogni istante alle tue aspettative. Disattendere l'ascoltatore dei Radio Dept. mi sembra la prima cosa che fanno quasi sempre le canzoni dei Radio Dept. E questo non vuol dire che Johan e soci cerchino di spiazzarti, saltando di continuo da un genere all'altro, o che inventino chissà che. No, gli elementi della musica dei Radio Dept. sono ogni volta gli stessi. Ma è come se riuscissero a dire qualcosa di meno, a non riempire tutto, proprio loro che si erano fatti conoscere per quei feedback saturi. Sta tutto lì, allora, in quella distanza che a prima vista sembra freddezza, in quel passo che a poco a poco devi fare tu, se davvero ci tieni.
Un po' come la monotona drum machine di This Time Around. Ai primi ascolti la trovavo quasi fastidiosa, invadente. Il suo mulinare ripetitivo mi sembrava incongruo rispetto al resto della canzone. Ma quando la malinconica melodia mi è diventata familiare, quando ho imparato a riconoscere il suo passo in due direzioni, da una parte le parole di rassegnazione "all the things we hoped for, they're gone", dall'altra quel procedere verso l'alto, con un movimento di invocazione o supplica, e quindi di speranza, in quel momento la canzone mi ha rivelato qualcosa della sua bellezza, e il mulinare ripetitivo del ritmo era il ritmo circolare dei giorni al tempo stesso frenetici e immobili, gelidi e infuocati, come la musica dei Radio Dept.

>>>(mp3): The Radio Dept. - This Time Around
(foto by Lucio)

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