Do you want it back how it used to be?

Terry Malts - Lost At The Party


"We are excellent self-saboteurs" aveva detto qualche tempo fa Corey Cunningham in un'intervista. Eppure, lui e la sua band, i Terry Malts, hanno dimostrato con una carriera ormai consistente di essere invece parecchio consapevoli dei propri mezzi e dei propri obiettivi. Anzi, con l'ultima prova Lost At The Party (uscito come sempre su Slumberland), hanno compiuto un ulteriore passo in avanti, sganciandosi da sonorità più ruvide e a bassa fedeltà (magnifici quei primi sette pollici in cui era quasi impossibile rintracciare basse frequenze), senza per questo perdere un briciolo di potenza e intensità. Chissà, forse avere ingaggiato un produttore esterno, Monte Vallier (già collaboratore di Soft Moon, Weekend e Swell) e avere deciso di entrare per la prima volta in un vero e proprio studio, il Ruminator Audio di San Francisco, è stato davvero decisivo. Lo puoi sentire nelle scelte di alcuni arrangiamenti più rotondi, nelle jangling guitars di Gentle Eyes o nelle armonie vocali di It's Not Me Q del singolo Seen Everything. Questa formidabile band, sempre vista come troppo punk per stare davvero nel giro indiepop, e sempre considerata troppo delicata per calcare palchi più pesanti, ha trovato un equilibrio perfetto tra irruenza e orecchiabilità, rumore e dolcezza. I Terry Malts hanno sfornato il loro disco migliore, con una scaletta senza un momento di debolezza, dentro cui perfino l'evocazione di un'apocalisse nucleare (una roba veramente Gen X che non si sentiva dal secolo scorso) trova posto e giustificazione. Potrebbero scardinarsi del tutto e ripetere un sicuro canovaccio Buzzcocks, oppure potrebbero virare verso un pop tranquillo, magari con qualche influenza Cure o Flying Nun, come appare qui e là in mezzo a queste undici canzoni. Invece tirano dritto per la loro terza strada e restano inconfondibilmente i Terry Malts, con il loro suono cromato e le melodie incalzanti, le loro chitarre veloci e le batterie secche. Qualunque sia la festa dentro cui si sono persi, mi auguro che duri ancora un bel po'. 
 









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