Indiepop Jukebox: "you look so normal" edition


Sara Renberg - Night Sands



"I'm so tired of keeping it together": direi che è un verso perfetto per il lunedì mattina. Da Portland, Sara Renberg ce lo consegna senza apparente dramma, con un'intonazione distaccata che a qualcuno ha fatto venire in mente i Silver Jews. Lei però si avvicna a suoni folk più delicati e la Antiquated Future, che pubblica questo suo secondo album Night Sands, la presenta citando esplicitamente "the scrappy pop of artists like Dear Nora and Frankie Cosmos". Canzoni a volte spoglie e dirette, a volte quasi serene, che parlano di com'è essere "32, gay and single” e vivere "in exile from old dreams", e a cui non manca mai una certa dose di sense of humour.












My Light Shines For You



"I never thought that you were that kind of boy / you look so normal, quiet and simple but / you have a girlfriend": una strofa, che con le sue implicite contraddizioni e i suoi capovolgimenti, sembra voler racchiudere l'intera essenza del twee nel minor numero di parole possibile. Intanto sotto esplodono arpeggi scintillanti a rotta di collo, molto Talulah Gosh (o magari Bodines, o Chesterfields o ancora...), i coretti sono super zuccherosi e tutto dura appena un minuto. Non sono adorabili? Si chiamano My Light Shines For You, vengono dal Cile, e il loro nuovo 7 pollici viene pubblicato dalla eroica Cloudberry Records:















In certi momenti tutto quello di cui hai bisogno è una band anglotedesca che suona come una reincarnazione dei Field Mice e che non ha paura di cominciare una canzone con il verso "Do you remember when we were seventeen?". Malinconia senza fine, chitarre squillanti e quel velo di synth e riverberi che rende tutto ancora più distante. The BV's si dividono tra Falmouth, in Cornovagia, e Augsburg in Germania. Il loro nuovo sette pollici si intitola Interpunktion (EP) e questa è la prima delle 5 tracce, Be Enough:












Channel Hanna - Rainbow Reservoir



Quando un album si intitola Channel Hanna per rendere omaggio alla ormai leggendaria figura di Kathleen Hanna, puoi già intuire cosa ti aspetterà: chitarre fragorose, parecchi ritornelli da urlare e una salutare aria Anni Novanta. I Rainbow Reservoir, da Cardiff, suonano con molta energia quell'indiepop che sconfina spesso e volentieri in un pop punk sbarazzino e a presa rapida, abbastanza affine al suono dei Martha, giusto per dare un riferimento (e in più mettono tra i loro numi tutelari i Cars Can Be Blue, cosa per cui si guadagnano già molti cuori!). Garantisce Oddbox:












Lillet Blanc - Casco Bay



Il Lillet Blanc prendono il nome da un aperitivo dolce francese, e davvero la scelta mi sembra molto appropriata. Tersi suoni dream pop, che piaceranno ai fan dei Camera Obscura e a chi, come me, ci ritroverà anche qualcosa dei primissimi Cardigans. Il quartetto proveniente da Brooklyn ha appena pubblicato il suo secondo EP intitolato Casco Bay, contenente 6 tracce. Ogni tanto le atmosfere si fanno iù nebbiose (per cui possiamo accendere anche l'hashtag "shoegaze"), ogni tanto suonano più leziosi, ma il risultato finale è comunque adorabile.












DUETS AND STUFF - Serve Somebody



Soltanto una canzone sul loro Soundcloud, eppure Duets and Stuff sembrano già essere un nome da tenere d'occhio nel panorama pop scandinavo dei prossimi mesi. Melodia ipnotica che mescola malinconia e distacco come solo gli svedesi sanno fare, voce capricciosa un po' alla Lykke Li, arrangiamenti minimali che fanno tornare in mente lo stile misurato di Peter Björn and John. Dalla città di Uppsala, Greta e Raimond seppure ancora agli esordi dimostrano con questa Serve Somebody già parecchia classe. "You can not just float around":



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