It's time to rehearse our goodbyes


FOLIAGE - III



Domenica pomeriggio di pioggia e di convalescenza, tempo ideale per riascoltare un paio delle ultime uscite della infaticabile Z Tapes, etichetta di Bratislava che sforna a ritmo impressionante cassette di bedroom pop a bassa fedeltà, mantenendo sempre molto alto sia il livello qualitativo sia quello della ricerca.



Foliage è il nome d'arte di Manuel Joseph Walker, diciannovenne di San Bernardino, California, già arrivato al traguardo del terzo album. Walker scrive e registra completamente da solo, e anche le canzoni che anticipano questo nuovo III riflettono un certo atteggiamento malinconico ma curiosamente aperto, come se un senso d'attesa riempisse gli spazi tra le parole e i suoni. Le sue chitarre jangling e le sue melodie distese rimandano abbastanza chiaramente a certe idee del primo Wild Nothing o magari di casa Spirit Goth Records, che non a caso aveva pubblicato il precedente Silence. A quanto dice Walker ina una recente intervista su Impose, "III is the most me record yet, now content with life and not longing for love or a form of relationship. Simply honoring real values and friendships".







Adam Porter, ovvero Starman Jr., a un primo ascolto fa parte dello stesso universo di suoni, forse con una inclinazione narcolettica più accentuata, come dei Real Estate sotto ipnosi, ma a mano a mano che ti immergi nel suo ultimo lavoro, Pearl, ti accorgi che innesta spesso e volentieri piccoli synth sporchi, loop e altri minuscoli glitch, e che la sua voce sembra arrivare spesso da sogni dimenticati. Il cantautore di Oxford, Mississippi, è iper-prolifico, ma questa sua caratteristica "weird" diluita dentro melodie sognanti sembra lontana dall'esaurirsi. Come recitava il motto del suo penultimo lavoro, "wish I was dreamin all the time / but then I couldn't play playstation".



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