"Speciale Mark Fisher: is there no alternative?"


Is there no alternative? Mark Fisher e la sfida al futuro - Neu Radio



Qualche giorno fa mi sono messo a rileggere un po' di vecchi post di Mark Fisher e sono capitato su questa intervista con Simon Reynolds del 1998. A un certo punto Fisher dice: "There's definitely a strong alliance in the academy between anti-market ideas and completely scleroticised, institutionalized thought". Ho pensato che fosse un ritratto in una riga perfetto anche per Bologna, La Dotta e la Rossa, che ha da sempre la tendenza a nascondersi dietro il pigro paravento della vecchia università e delle sue osmotiche avanguardie alternative.

Sono quindi molto contento che proprio qui a Bologna si tenga, direi per la prima volta in Italia (ma correggetemi se sbaglio), un ciclo di incontri dedicato alla figura di Mark Fisher. Comincia infatti questa sera al Circolo Arci RitmoLento (in Via San Carlo 12/A) una serie di tre appuntamenti per approfondire e sviluppare il pensiero del filosofo e critico musicale inglese.

"Is there no alternative? Mark Fisher e la sfida al futuro" ospiterà per tre giovedì consecutivi ricercatori, sociologi, attivisti ed ex collaboratori di Fisher. Tra i nomi in programma per questa prima serata, tanto per cominciare col piede giusto, Valerio Mattioli (che ha fra l'altro tradotto Realismo Capitalista), Franco "Bifo" Berardi e Francesca Coin, insieme a Carmen Guarino.

E dato che Fisher, oltre che per il pensiero acuto e illuminante, era noto anche per il suo gusto musicale al tempo stesso militante e raffinatissimo (tutti abbiamo rubato qualcosa da K-Punk prima o poi), dopo ogni incontro gli immancabili aperitivi saranno accompagnati dai dj-set curati da NEU Radio, per l'occasione da Federico Pirozzi e dal sottoscritto (da me aspettatevi una playlist jungle classics 1992-1995 per tornare sbarbi hardcore).



Tra i podcast di NEU trovate anche un'intervista che Federico e io abbiamo fatto a Francesco Demitry, organizzatore degli incontri al Circolo RitmoLento, il quale si è presentato con un quaderno di appunti grosso così, pronto per scrivere su Fisher almeno un paio di tesi:

















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