Indiepop Jukebox (bisestile edition)

Pale Lights - You And I
Ha il sapore di certe scoperte preziose, e lo accolgo quasi trattenendo il fiato: un nuovo singolo dei Pale Lights è tra di noi, ed è come sempre colmo di un'eleganza senza tempo. You And I suona come i Go-Betweens più gioiosi, aggiunge una sfumatura malinconica molto Lloyd Cole ed esplode di poesia nel momento in cui entra la tromba di Gary Olson, qui ospite d'eccezione. La band di New York, per chi non la conoscesse, è praticamente un super-gruppo, contando al suo interno: Phil Sutton (già tra i fondatori di Comet Gain, Cinema Red & Blue e svariati altri), Andy Adler (componente dei mai dimenticati Crystal Stilts), Suzanne Nienaber (che faceva parte dei Great Lakes), Lisa Goldstein (dei sottovalutati Knight School), con l'aggiunta di Maria Pace al basso. A rendere l'uscita praticamente perfetta, questo sette pollici fa parte del Singles Club che festeggia il trentennale della Slumberland Records.









Gladie - Safe Sins
Ho scoperto solo questa settimana (mea culpa) che Augusta Koch, voce delle Cayetana, da qualche anno ha un nuovo progetto: si chiama Gladie e vede la collaborazione anche di Matt Schimelfenig dei Three Man Cannon. Il loro primo album, uscito da poco, si intitola Safe Sins ed esce per Lame-O-Records. Indie rock che sa modularsi con incredibile duttilità su differenti stili, dalle chitarre più piene e coinvolgenti (When You leave The Sun o il singolo A Pace Far Different) ai momenti più introspettivi ed emotivi (Even At Your Easel). L'arco narrativo dell'album, infatti, come spiega la stessa Koch, "it’s representative of the stages that you go through when you’re grieving, but also how most people don’t move from one stage straight to the next one".











Clubwater - Adult Angst
I Clubwater sono un trio di Bandung, Indonesia, e sono solo l'ultima delle sorprese di questa incredibilmente vivace scena indiepop. Non conosco molto altro di loro, se non alcune loro precedenti uscite, molto graziose, per la Yellow Room Records. Da quel che riesco a capire via Google Translate, Ebbie, voce dei Clubwater, ha già dato vita a una lunga serie di altri gruppi, tra cui anche gli interessanti Tamankota. Questi Clubwater, invece, escono per la Shiny Happy Records, che sta per pubblicare un EP e il primo singolo (parecchio Sarah Records) che lo anticipa è questa Adult Angst.









The Lousy Pop Group - Days
Sempre dall'Indonesia e sempre su Shiny Happy Records, il mese scorso era anche uscita un'anticipazione dal prossimo 45 giri dei Lousy Pop Group (li avevo già inseriti nel Nastrone della scorsa estate), band di Depok che prende il nome da una canzone dei Wake. Days farà parte di Time Flies When You're Having Fun, uscita in collaborazione con la label tedesca Entes Anomicos, ed è un delicato omaggio alla poesia dei Field Mice, ma con un tono ottimista che nella sua disarmante semplicità riesce a superare ogni malinconia, e oggi più che mai ce n'è davvero bisogno: "Here we start a new year / I love you more than anything / I do not know how the future will look like / I will always stay beside you".









Conoscevamo già Carly Putnam per la sua partecipazione a band come The Mantles e Art Museums. Da qualche anno è attiva con il suo nuovo progetto solista The Oilies, che vede la collaborazione anche di Michael O., già con Reds Pinks & Purples, "plus a rotating cast of great freaks sustainably sourced locally whenever possible". Dopo l'ottimo EP della scorsa primavera, Psychic Dog, ha da poco pubblicato un paio di demo sul suo Bandcamp, e nonostante non ci sia ancora niente di ufficiale, devo dire che le mie aspettative sono già molto alte. Questa The Part Where, scritta e registrata "in a bedroom near a boardwalk in Santa Cruz", nella sua semplicità Softies, mi piace davvero un sacco.









Sunforger - Mono No Aware
"I’m not ready for real life / I’m not for it to be over / I’m not ready for living well / I’m not, I’m maladjusted": la nostra dose quotidiana di malessere arriva da Montreal, dove il quartetto dei Mono No Aware hanno cambiato formazione e di conseguenza anche nome. Ora escono come Sunforger e come recap delle puntate precedenti la Citrus City Records ripubblica in cassetta il loro ultimo album, intitolato proprio Mono No Aware. Suoni che sposano certe tensioni post-punk con tensioni emo, testi cupi e una scrittura concisa, che tiene solo l'essenziale e lavora di sottrazione.









"THE ONLY RULE IS COOL" è il super modesto motto della label di Melbourne Cool Death e l'ultima band entrata nel loro catalogo non risparmia nessun colpo per essere all'altezza di tale compito. Si chiamano Romero (un omaggio al leggendario regista, suppongo?), sono degli esordienti totali ma dalla prima stridente nota delle chitarre si capisce che puntano in alto. Power-pop molto Settanta/Ottanta, tiro a mille, un'energia che me li fa piazzare subito a livello di band come gli Sheer Mag oppure, se vogliamo restare dalle parti dell'Australia, Royal Headache e Bed Wettin' Bad Boys. La voce di Alanna Oliver è perfetta al servizio di queste due prime tracce davvero trascinanti Honey / Neapolitan. Neanche il tempo di scoprirli, e il sette pollici è già esaurito.









Operations - Fog Museum
Ho notato per caso il loro nome tra gli opening di una data dei Peel Dream Magazine e sono passato sul loro Bandcamp: BAM!, innamorato. Si chiamano semplicemente Operations, sono un quartetto di Milwaukee, Wisconsin, e provengono tutti da diverse band dell'underground cittadino (Sundial Mottos, Apollo Vermouth, Estates, Haunter...). Il loro suono si potrebbe descrivere come una versione più sporca e lo-fi di quella declinazione che negli Anni Zero aveva preso lo shoegaze: sto pensando a una band come i Craft Spells o alle prime cose dei DIIV. Nei momenti più dilatati e riflessivi (Honey's Gone, In Plain Sight) mi ricordano anche certe atmosfere del primo album dei Real Estate. Ma la caratteristica migliore degli Operations, nelle 11 canzoni del debutto Fog Museum, sembra essere quella di riuscire a rivestire ogni nota di un'andatura narcolettica, una foschia (appunto) che dissolve i chiaroscuri netti del post-punk in uno smarrimento affascinante, e che ti lascia lì, a chiedere di più, mentre ti svanisce tra le dita.



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