"Back to 1986"

Hurry up, Gregory!

Le sue canzoni (o forse "le loro"?) sono state segnalate dall'infaticabile Fabrizio di White Light White Heat, sono state suonate da It's a Jangle Out There, da Fresh Ingredients (due dei migliori podcast indiepop in circolazione ora) e addirittura da yours truly sottoscritto alla radio. Eppure, nessuno è riuscito a mettere insieme più informazioni di quelle poche recuperate sulla laconica pagina Bandcamp di una label apparsa dal nulla da meno di un mese. Hurry up, Gregory! è un progetto che, per ora, non ha lasciato trapelare nulla di sé su nessuna piattaforma o nessun sito, né dal punto di vista biografico, né da quello della poetica o dei riferimenti musicali. 
L'etichetta si chiama Back To Somerset e fa base a Wells, nel sud della Gran Bretagna, "la più piccola località inglese ad avere il titolo onorifico di città", come ci informa Wikipedia. Il suo motto è "Reliving the vibrant era of P!O!P!", facendo già capire che il contesto di riferimento è quello dell'indiepop più classico. 
All'inizio delle attività, sembrava che gli Hurry Up, Gregory! dovessero pubblicare canzoni praticamente ogni giorno, tutte in download gratuito: "Love, not money: please don't pay more than 0 £" era l'unico messaggio che le accompagnava. Niente testi e niente credits. 
Invece lo scorso 6 febbraio (tra l'altro, giorno in cui cadeva il primo Bandcamp Friday di quest'anno), pubblicando la versione finale di Song About Quitting Your Job, la band si è congedata con queste parole: "This is the last song from the Hurry up, Gregory! collection. There is no more material left. All songs are from 2024, even though they would like to be from 1986. Thank you very much for taking the time to listen". 
E così, mentre il fantasma del C86 continua a fluttuare nell'aria sopra le ridenti lande del Somerset, siamo destinati a rimanere con questo mistero: chi si nasconde, o si nascondeva, dietro il bizzarro nome Hurry up, Gregory! non lo sapremo mai. Ma in fondo, forse, non è necessario, perché per fortuna ci rimane questa manciata di luminose canzoni, tra Brighter, Sea Urchins e The Orchids, che raccontano come l'amore per l'indiepop resista e cresca ancora.
 
 

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