Romantic visions of Scotland

The Just Joans - Romantic Visions of Scotland

A un certo punto, nel mezzo di The Day We Missed The Train, una malinconica ballata proprio al centro dell’ultimo album dei The Just Joans, intitolato con il consueto senso dell’umorismo Romantic Visions of Scotland, la melodia fa una pausa, il ritornello sembra restare sospeso e poi parte una citazione da Champagne Supernova degli Oasis, ma in qualche modo capovolta: “Someday you will find me / Sadly reminiscing / All those songs I never sung”. Là il protagonista splendeva nel cielo “getting high”, mentre qui la storia comica dei Just Joans racconta due sfigati che non sanno andare a una festa, si chiudono in camera, aspettano che la vita prima o poi arrivi e perdono tempo sapendo che non succederà: “Other kids were running wild / But you were meek and I was mild”. Ecco, in questo rovesciamento, in quelle speranze malriposte e immancabilmente disattese, c’è molto della poetica dei The Just Joans, della loro visione del mondo, della disillusione con cui affrontano la vita.
Romantic Visions of Scotland contiene innumerevoli altri esempi di fallimenti quotidiani, rimpianti e occasioni mancate. Il comune denominatore di queste undici nuove canzoni sembra essere la perenne consapevolezza che a noi è toccata la parte di quelli che vengono lasciati indietro dai vecchi amori, dagli amici, dal mondo che gira e dalla nostra intera generazione. 
Ma a questo universo, che sembra proprio intenzionato a fare a meno di noi, i fratelli David e Katie Pope rispondono con l’ironia e l’umorismo, e ogni canzone di questo album non manca mai di strappare una risata. È davvero una “unremarkable life” quella che ci tocca attraversare e sopportare, ma almeno possiamo farlo con un sorriso, un po’ di salutare sarcasmo e uno sguardo di comprensione.
Il paesaggio sonoro che The Just Joans adoperano come fondale per i loro racconti spazia dal pop britannico classico dei Kinks e degli Who (Think Fast Make Conversation oppure Here Come The Rugby Boys), ad atmosfere Northern Soul (Limpet), con passaggi più orchestrali e barocchi (Back On The Meds). Come sempre, le canzoni della band di Glasgow traboccano di citazioni: dai Blur in Strictly Presbiterian, ai Pixies in Oh Veronica, How Right You Are, agli Human League in Romantic Visions
Se in questo nuovo album l’idea di musica dei Just Joans sembra farsi più nitida e diretta, probabilmente è anche merito del fatto che, per la prima volta, la band scozzese ha abbandonato le registrazioni DIY e si è affidata a un vero produttore, ovvero Paul Savage, storico fondatore dei The Delgados (già al lavoro con nomi del calibro di Teenage Fanclub, Arab Strap, Mogwai e Camera Obscura).
Il risultato è un lavoro che, tra ironia e autoironia, tra spietatezza e idealismo, non può fare a meno di farci provare una profonda e umana compassione e una infinita tenerezza per questi ritratti di affannati personaggi secondari in cui, in fondo, ci rispecchiamo. “Romantic visions” di noi stessi.



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