Surf, fuzz and drum machine

Happypills - Happypills (Dream)

C’è un sole color arcobaleno che fluttua, forse è il segno di una speranza che, nonostante tutto, resta accesa. Nessuno sembra incuriosito né sorpreso dal fenomeno, perché quello che davvero ci preoccupa è il tempo che ci sfugge di mano: tutte le cose che dovevamo dirci e non ci siamo detti andranno perdute per sempre. Alla fine di questo giorno saremo già grandi, dall’altra parte del mare, e non avremo un’ultima possibilità.
La giovinezza cantata da Happypills in Psalm, la canzone che apre il suo ultimo EP Happypills (Dream), vola via nel vento che soffia su questa spiaggia surreale e che ci toglie le parole. La malinconia di Happypills non diventa mai tristezza, l’elemento poetico (vorrei dire quasi spirituale) resta sempre prevalente, e il tono giocoso della canzone è quello di chi è consapevole che stiamo sognando. 
Yuki Kondo, da Fukuoka, in arte Happypills continua a modulare in infinite combinazioni il suo bedroom pop sorridente e, tutto sommato, sereno, ispirato a nomi come Castlebeat e The Drums, aggiungendo questa volta un maggiore accento su atmosfere sintetiche e sospese (vedi la dolcissima e strumentale Outro in chiusura).
Queste “note musicali ondeggianti che danzano nel vento”, come canta Surf, Fuzz and Drum Machine (che titolo meraviglioso e perfettamente adatto) forse trasportano fino a noi qualcosa di quel carattere enigmatico che per noi mantiene sempre una cultura lontana come quella giapponese (“Ti porterò via la noia, quindi riprenditela!”: in che senso?)
Forse Happypills, come racconta in Bedroom, desidera soltanto farsi forza, uscire e trovare un posto nell’estate del mondo, e forse ci riuscirà, ma intanto ci accontentiamo di queste canzoni, della leggerezza a tratti surreale con cui riescono a raffigurare la nostra ineluttabile nostalgia e la nostra piccola e appassionante vita.




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