«Fare musica in età matura può rivelarsi un'esperienza particolare. Puoi perdere una parte dell'intensità giovanile, ma forse questo si compensa con una maggiore concentrazione e una maggiore autenticità. In quanto parte di una band, impari ad apprezzare meglio il contributo che ciascuno porta. Inoltre, non ti senti più così obbligato a preoccuparti di ciò che accade al di fuori del vostro mondo creativo, perché hai compreso che, in fondo, non ha tutta questa importanza».
In un certo senso, le parole con cui si apre la presentazione del nuovo album dei The Suncharms, intitolato Darkening Sky, valgono anche per chi questa musica la segue e la ama. Passano gli anni e cambia il modo in cui si ascolta: si diventa meno voraci, almeno in parte, ma anche più attenti e, in un certo senso, più cauti. Smetti di inseguire le canzoni come se dovessero dire la parola definitiva sulla tua identità, impari a lasciar sedimentare il tuo gusto, ma anche a riconoscere tra le pieghe dell'ennesimo nuovo hype di settimana qualcosa che risuona con maggiore profondità.
Prendi, per esempio, proprio un disco come Darkening Sky: in apparenza non cerca di stupirti a tutti i costi, né rincorre qualche contemporaneità effimera. Le sue canzoni preferiscono dialogare con chi è all'ascolto, lasciano trapelare a poco a poco le loro influenze, le loro nostalgie quotidiane, le loro improvvise aperture luminose. The Suncharms si muovono con consapevolezza, prendendo ogni melodia come una scelta ponderata e sincera.
L'indiepop dei Suncharms flirta con chitarre jangling, momenti shoegaze e sprazzi quasi power pop. A tenere assieme tutto, la voce di Marcus Palmer, morbida e leggermente malinconica, che in qualche modo riesce sempre a farti vedere "il bicchiere mezzo pieno", come in canzoni come Annabel Lee oppure nella ciondolante e deliziosa Monster To Me.
Sarà per via del fatto che un elemento quasi anacronistico è radicato nella stessa natura dei Suncharms, una band che avrebbe potuto (e forse dovuto) esplodere più di trent'anni fa, poi è sparita ed è riemersa quando lo scenario musicale era completamente diverso. Darkening Sky è il terzo album in cinque anni per questa "seconda" parte della loro carriera, suona incredibilmente naturale, fluido e coeso, riuscendo a tenere assieme certe chitarre puramente Teenage Fanclub ma anche una fragilità e un'ironia molto The Pastels. Una limpida canzone come 1000 Diamonds è una sintesi perfetta di questo incanto.
The Suncharms hanno avuto il coraggio e l'onestà di prendersi il loro tempo per mettere a fuoco la loro idea di musica, e alla fine la musica ha dato loro ragione.

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