Nothing really matters no more

 Makthaverskan - Glass and Bones

Conosciamo i Makthaverskan da oramai una decina d'anni, eppure a ogni nuova uscita torniamo a meravigliarci di fronte al loro suono miracoloso. La band svedese sa, come poche altre, creare un vortice emotivo feroce e irresistibile. Anche il nuovo album Glass and Bones, in perenne tensione tra l’urgenza più gridata e atmosfere cupe e notturne, è un disco che pulsa, graffia, sanguina, si innalza, travolge e infine esplode in una luce accecante. 
Ancora una volta, i Makthaverskan si mostrano abilissimi nel bilanciare tumulti di ritmiche furibonde e vette cristalline di melodie purissime. Al centro di tutto, la voce di Maja Milner, come un faro solitario battuto dalle onde spietate di un mare in tempesta, sembra voler sfidare l’intero universo. Riconosciamo di essere fragili, ma al tempo stesso, ci avvertono i Makthaverskan, è troppo comodo nascondersi dietro questa consapevolezza, e tentare di giustificare così le nostre vite meschine. Da un lato, la clamorosa canzone in apertura Pity Party dichiara che “When all the life and love turned into ashes / Nothing really matters no more”.  Ma dall’altro, canta la title track “You are made of glass and bones / You make enemies with anyone who’s getting too close”. 
Nel tormento di questo conflitto, ogni emozione sembra sul punto di spezzarsi, ogni parola sul punto di strapparsi, ed è proprio lì, in quell’equilibrio precario tra collasso e controllo, tra urlo di rabbia e disperata confessione, che i Makthaverskan trovano l’energia che riempie il cuore, la carne e i nervi della loro affilata e trascinante musica.



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