Con Part of the Charm EP, pubblicato da Sunday Records, Danny Rowland – che era già nei nostri cari Seapony e ora è dietro il progetto Research Vessel – ci regala quello che è proprio il caso di definire “un piccolo gioiello” di jangle pop, capace di condensare in cinque tracce una sorprendente densità emotiva e sonora. Forse, gli si potrebbe imputare il difetto di essere un lavoro fin troppo breve, quasi fugace (praticamente, tutte le tracce sono sotto i due minuti). In ogni caso, anche questo poco tempo basta per lasciare un’eco persistente, come certe melodie che sembrano continuare a galleggiare nell’aria anche quando il disco è finito.
La scrittura di del musicista di Seattle è essenziale e raffinata: chitarre cristalline, ritmi incalzanti ma sempre “in punta di piedi”, arrangiamenti ariosi in cui ogni elemento (tocchi di glockenspiel, linee di tastiera appena accennate, armonie vocali) trova il proprio spazio con naturalezza. La produzione del Part of the Charm EP va nella direzione di una asciutta sobrietà, e contribuisce ad amplificare quel senso di intimità che attraversa l’intero EP.
La mia traccia preferita della scaletta è Wish I Knew, che sembra viaggiare dentro un tempo sospeso, avvolta in una malinconia luminosa, e arricchita da piccoli dettagli sonori preziosi, disseminati tra le note come messaggi in codice. Part of the Charm è un suono perfetto per questa primavera, ti accarezza come un vento leggero al mattino ancora timido e, a poco a poco, si scioglie e ti rivela il suo calore.
La mia traccia preferita della scaletta è Wish I Knew, che sembra viaggiare dentro un tempo sospeso, avvolta in una malinconia luminosa, e arricchita da piccoli dettagli sonori preziosi, disseminati tra le note come messaggi in codice. Part of the Charm è un suono perfetto per questa primavera, ti accarezza come un vento leggero al mattino ancora timido e, a poco a poco, si scioglie e ti rivela il suo calore.

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